Alla Casa di Leskoc, in Kosovo, vivono bambini e bambine e adolescenti che hanno storie difficili. Provengono tutti da famiglie con diverse problematiche, legate, per la maggior parte delle volte, a situazioni di fragilità e povertà estrema, disagio sociale, gravi problemi di salute mentale di cui nessuno si fa carico.

Da oltre vent’anni alla Casa ci si prende cura di chi vive ai margini. La Casa di Leskoc è una missione, attualmente gestita da Caritas Umbria con i referenti Rinaldo Marion e Francesca Mosca, dove si portano avanti diverse attività. Prima tra tutte l’accoglienza: dieci minori vivono stabilmente nella struttura mentre un’altra decina frequenta la Casa durante il giorno, non avendo un altro posto sicuro dove trascorrere le proprie giornate.
Alla Casa di Leskoc trovano un pasto caldo, abiti puliti, ascolto, sostegno e la possibilità di crescere in un ambiente sicuro e con l'amore di una famiglia. Quando diventano grandi, alcuni scelgono di restare: lavorano nella Casa o nella cooperativa che coltiva i terreni, cura la fattoria, produce pane e formaggio. Altri invece decidono di proseguire con gli studi. Così, passo dopo passo, la fragilità si trasforma in forza, la speranza in futuro condiviso.
Quest’anno a Natale, scegli di stare accanto ai bambini della Casa di Leskoc con una donazione, DONA ORA.

Da ormai alcuni anni un gruppo di nove, tra fratelli e sorelle, frequenta la Casa di Leskoc nelle ore pomeridiane. Provengono da una famiglia poverissima con un padre assente e violento e una madre quasi cieca, obesa e con difficoltà cognitive.
Adi, Ermal e i loro fratelli sono cresciuti tra affetto negato e paura, in una casa che più volte i referenti della Casa hanno dovuto ricostruire, distrutta dal tempo, dalla miseria e dalla mancanza di consapevolezza della cura. Per un lungo tempo non hanno frequentato la scuola perché avevano la scabbia.
A un certo punto essere accanto a questa famiglia con il solo servizio diurno non è stato più sufficiente. Adi e Ermal da qualche mese sono stati accolti e vivono stabilmente nella Casa di Leskoc.
Adi tra poco compirà 13 anni e si è sempre fatta carico dei fratelli. È una bimba intelligente, sorridente, costretta a crescere in fretta. Ermal invece, che di anni ne ha 7, è stato accolto perché aveva degli importanti problemi di salute e nessuno si occupava di lui. È un bimbo vivace e scaltro e piano piano sta imparando le regole dello stare insieme.
Ora la sfida di Adi e Ermal è imparare a fidarsi di qualcuno che vuole davvero prendersi cura di loro.
Violeta, Ramiz e Faik non vivono nella Casa, ma la frequentano ogni giorno e quando è necessario si fermano per periodi più prolungati. Hanno 5, 3 e 2 e provengono da una situazione veramente complessa. I genitori sono molto giovani e hanno delle difficoltà cognitive che non gli permettono di prendersi cura dei figli. Sono loro i primi ad avere bisogno di aiuto e i referenti della Casa li seguono come possono.
Il contatto con questa famiglia è arrivato quando è nato il bimbo più piccolo, Faik. Nato prematuro ha subito mostrato alcune fragilità legate soprattutto alla crescita un po’ più lenta e alle frequenti malattie. Così è iniziato il percorso di accompagnamento e cura. La piccola Violeta è stata inserita alla scuola materna e nel pomeriggio frequenta la Casa, per giocare con altri bimbi, lavarsi e mettere abiti puliti, cenare. Una routine semplice, ma non scontata. Con Ramiz invece le cose procedono più lentamente, la mamma difficilmente lo affida agli altri, ma piano sta instaurando un rapporto di fiducia con i referenti della Casa.
Violeta, Ramiz e Faik ogni giorno affrontano sfide e pericoli. I loro occhi scuri e profondi controllano senza sosta tutto ciò che li circonda. Sopravvivere è la loro sfida quotidiana, ma con accanto la Casa possono farlo con più serenità.

Ogni bambino accolto nella Casa di Leskoc porta con sé una storia difficile, ma anche una grande voglia di rinascere. Solo con il tuo aiuto può riuscirci.
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