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FORMAZIONE E LAVORO PER LE DONNE IN KOSOVO

La Casa di Leskoc è una bellissima realtà in Kosovo che, grazie alla collaborazione della Caritas Diocesana di Gubbio, la Delegazione Regionale di Caritas Umbria e al sostegno di tanti donatori, da ospitalità a venti bambini e adolescenti e segue oltre 100 famiglie in condizioni di estrema povertà e fragilità su tutto il territorio.

Con la Casa di Leskoc e Shoqata e Agrikultur Sociale Zllakuqan (CSZ), la cooperativa che gestisce i terreni e la fattoria, la Fondazione Valter Baldaccini ha ormai un legame speciale e duraturo:

  • era il 2016 quando prese avvio il progetto socio-educativoSviluppo e formazione al lavoro in Kosovo con la fornitura di dieci mucche da latte, una mungitrice e un pastorizzatore, indispensabili per l’avvio di un’attività economica;
     
  • nel 2019 si concretizza il progetto di realizzazione di una vera e propria stalla e i nostri volontari partono per un’esperienza di volontariato in Kosovo;
     
  • nel 2020 si sogna insieme di realizzare un progetto dedicato alle donne, ma siamo costretti ad uno stop per rispondere alle nuove esigenze dettate dalla pandemia; con il sostegno della Fondazione vengono acquistati venti nuovi vitelli per sopperire alle difficoltà economiche della casa.
     

Oggi ci sono fortunatamente le condizioni per partire con il progetto di formazione e lavoro interamente dedicato alle donne con l’importante obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle donne in ambito familiare, sociale, economico e lavorativo, permettendo loro di riappropriarsi della piena dignità personale e ritrovare uno sguardo di speranza verso il futuro.

La condizione della donna in Kosovo 

La condizione femminile in Kosovo è molto problematica, soprattutto nelle zone rurali. La loro salute fisica e psicologica è precaria e quasi il 60% delle donne tra 16 e 28 anni ha subito violenza, la maggior parte delle volte in ambito familiare. 

Anche dal punto di vista occupazionale la situazione è drammatica: secondo l’ultimo rapporto del mercato del lavoro dell’Agenzia statale del Kosovo (ASK), nel secondo trimestre del 2017 l’87,3% delle donne tra i 15 e i 64 anni non lavorava, quanto meno non legalmente, e soltanto il 12,7% delle donne era occupato

Spesso come causa del mancato ingresso delle donne nel mondo del lavoro c’è una mentalità patriarcale che pretende di continuare a relegare la presenza femminile nell’ambito domestico negandole ogni forma di emancipazione. Tutto questo è molto spesso vissuto dalle donne con rassegnazione e senza alcuna speranza per il miglioramento della propria condizione.

Di fronte a una situazione così allarmante si è deciso di strutturare un progetto che possa rappresentare un segno concreto di cambiamento. Si è scelto un ambito, quello della cosiddetta “arte bianca” (panetteria, pizzeria, pasticceria) e della lavorazione di prodotti caseari, che non è totalmente estraneo all’esperienza di vita delle donne ma che, al tempo stesso, può diventare uno strumento di realizzazione personale, sociale e professionale.

La panetteria, pasticceria e il caseificio

Con questo progetto si vuole formare un gruppo di donne e procedere poi con il loro inserimento lavorativo nel caseificio e nella panetteria e pasticceria che sono già attivi nella Casa di Leskoc. 

In questi ultimi mesi il caseificio è stato ampliato e rinnovato anche con l’acquisto di una nuova cella frigorifera. Tra le donne che hanno seguito il percorso formativo legato soprattutto alla produzione di mozzarelle e scamorze c’era anche Mirita, una donna in gamba che in passato è stata anche in Italia per apprendere questo lavoro. Il corso e l’avvio della nuova produzione sono stati stato curati da un’equipe di formatori italiani: Celeste Delicati e Luca Lueci del caseificio Beneduce di S. Anastasia (NA). Attualmente vengono trasformati circa 300 litri di latte al giorno prodotti dalla fattoria dalla Casa di Leskoc, ma la potenzialità degli impianti e di 1.000 litri.

Il panificio è già attivo da quattro anni nella casa, dove ogni notte lavorano tre ragazzi perché per una questione culturale è impensabile proporre alle donne un lavoro notturno. Ma viste le numerose richieste per prodotti da forno che arrivano da diversi ristoranti, l’obiettivo è far funzionare il laboratorio anche di giorno, ampliando la produzione e la rete vendita. La formazione professionale per la produzione di pane, pizza e dolci sarà curata quest’estate da Andrea Pioppi, da anni impegnato in Italia e all’estero come affermato professionista del settore. 

Un progetto possibile grazie all’aiuto di tutti

Per permettere alle donne di accedere alla formazione e al lavoro c’è bisogno dell’aiuto di tutti. Ogni piccolo gesto è prezioso per permettere a Marita e le sue compagne di avere autonomia, indipendenza e speranza. 

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